Vi siete mai chiesti perché molti bambini, ma anche adulti, fanno un’enorme fatica nel risolvere i problemi matematici e geometrici, mentre per altri non è poi così difficile?

C’è una relazione tra la Discalculia, un disturbo dell’apprendimento che riguarda principalmente i processi del calcolo, e la capacità di risoluzione dei problemi? Oppure anche una persona senza avere un vero e proprio disturbo può faticare a risolvere i problemi?

Cerchiamo di capire

La difficoltà nella risoluzione dei problemi è un quadro che solo di recente è stato studiato e affrontato nella ricerca. Non è ancora chiaro se si possa parlare di un vero e proprio disturbo, infatti non lo troviamo ancora come un’entità diagnostica nei principali manuali di riferimento. Tuttavia le ricerche attuali stanno studiando quali sono le abilità cognitive implicate nella soluzione dei problemi, con la speranza di giungere ad una spiegazione di quali processi sono implicati e perché in alcune persone sono più deboli.

E con la discalculia centra qualcosa?

Un quadro di difficoltà nella risoluzione dei problemi può talvolta essere associata ad un Discalculia Evolutiva, in ragione delle accentuate difficoltà nel calcolo ma non è una condizione sine qua non, tant’è vero che non concorre nella diagnosi.

Infatti i soggetti che mostrano difficoltà nella risoluzione dei problemi possono avere adeguate abilità di calcolo mentale e scritto, e una conoscenza delle procedure.

Allora dov’è il problema di risolvere i problemi? Un gioco di parole che ci sta tutto direi!

La ricerca attuale ci dice che sembrerebbe esserci una dissociazione tra le competenze di calcolo e le capacità di ragionamento matematico. Quindi si possono avere adeguate capacità di calcolo, ma enormi difficoltà nel ragionamento matematico. Questo perché le abilità cognitive implicate nei due processi sono ben diverse.

Nel ragionamento matematico sono richieste una serie di capacità e abilità cognitive complesse.

Vediamo quali sono:

– Codifica: è la prima abilità coinvolta. Ovvero la capacità di tradurre le informazioni del testo del problema, per costruirsi una rappresentazione interna di esso. Ovviamente concorrono anche le competenze linguistiche che permettono di decifrare il testo e la memoria semantica che consente di ripescare in memoria le informazioni che già si possiedono. Ma per mettere insieme tutte queste fasi è necessario un processo di integrazione cognitiva che consente di restituire uno schema del problema. Tanto più questo schema sarà familiare, cioè avrò incontrato molte volte uno schema di quel tipo, tanto più il processo sarà facile.

– Soluzione: segue poi il processo di soluzione che consiste nel ricercare in memoria le informazioni che ho per poter giungere alla soluzione e individuare le procedure di calcolo da usare.

Ci sono poi altre abilità che intervengono:

Previsione: devo prevedere se sono in grado di risolverlo, attraverso un’analisi dei dati che ho e un monitoraggio delle competenze che possiedo,

– Pianificazione: predisporre un progetto di soluzione con le sue fasi,

– Monitoraggio: tenere sotto controllo il processo di soluzione nella varie fasi,

-Valutazione: valutare il risultato finale.

Tanto più riuscirò a destreggiare queste abilità tanto più sarò in grado di risolvere i problemi matematici.

Cosa fare in caso di difficoltà?

Per la didattica si possono usare degli accorgimenti come l’uso uso di schemi e diagrammi per individuare e organizzare le informazioni del testo del problema, che facilitano il collegamento tra i dati e le operazioni da effettuare,  e aiutare il bambino o il ragazzo a riformulare o parafrasare il testo a parole proprie.

Altrimenti per difficoltà più marcate esistono dei training specifici che effettuano gli specialisti, che promuovono lo sviluppo delle componenti cognitive attraverso attività strutturate finalizzate allo sviluppo dei processi cognitivi sottostanti.

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