Cosa si intende con il termine PDP?

Con il termine PDP (Piano Didattico Personalizzato) si intende un documento redatto dalla scuola, che deve contenere tutte le informazioni relative ai supporti e alle strategie che gli insegnanti intendono mettere in atto per favorire il processo di apprendimento e il successo scolastico di tutti quegli alunni che presentano un Disturbo specifico di Apprendimento (DSA), o alunni con altri tipi disturbi o difficoltà, che vengono riuniti sotto i BES (Bisogni Educativi Speciali). Questo rappresenta un documento condiviso tra la scuola, i docenti, la famiglia e i servizi pubblici o privati che seguono l’alunno.

Quali informazioni deve contenere?

Non esiste un modello unico di PDP. Infatti ogni scuola dispone di un proprio modello, ma ci sono comunque delle informazioni che devono essere sempre previste.

Nello specifico:

  • i dati anagrafici dell’alunno,
  • una sintesi del percorso diagnostico e riabilitativo a partire dai dati emersi dalla relazione clinica e dalle osservazioni (livello cognitivo, lettura e comprensione, ortografia, grafia, calcolo, linguaggio, abilità di memoria, attenzione, funzioni esecutive ecc…),
  • la tipologia del disturbo,
  • indicazione degli specialisti che seguono o hanno seguito l’alunno, e indicazione della loro eventuale disponibilità a collaborare con la scuola,
  • strumenti compensativi individualizzati per l’alunno (es: mappe, computer, sintesi vocale, calcolatrice, formulari, ecc…),
  • misure dispensative (dispensa dalla lettura ad alta voce, tempi più lunghi per le verifiche, interrogazioni programmate, ecc…),
  • strategie didattiche da utilizzare a scuola e per lo studio a casa,
  • modalità e criteri di valutazione,
  • modalità di assegnazione dei compiti e dello studio personale.

Qui trovate i modelli di PDP previsti dal MIUR.

 

A chi spetta redigere il PDP?pdp scuola

Il PDP deve essere redatto dai docenti, ma condiviso con la famiglia, e gli specialisti che seguono l’alunno.

E’ importante infatti sottolineare l’aspetto di condivisione, poiché tutti coloro che seguono e conoscono l’alunno devono partecipare alla sua stesura.

 

 

Quando deve essere redatto?

Il PDP va redatto nel primo trimestre dell’anno scolastico.

Se la diagnosi viene  effettuata in corso di anno scolastico, va fatto in quel momento,  poiché in qualunque periodo dell’anno può essere redatto.

Una volta redatto il PDP è possibile modificarlo?

Certo. Il PDP è un documento flessibile e dinamico, e può essere modificato e aggiornato in qualsiasi momento dell’anno. Questo perché i disturbi e le difficoltà modificano la loro espressività con il passare del tempo, i bambini e i ragazzi cambiano, cambiano le richieste scolastiche e le necessità di apprendimento di ognuno. Per questo motivo non può essere in documento statico, ma pronto per essere  modificato all’occorrenza.


In ultimo vorrei ricordare che: 

Il PDP è uno strumento personalizzato e individualizzato, ovvero pensato e “cucito” sull’alunno,  in ragione del suo disturbo, delle sue difficoltà ma anche soprattutto dei suoi punti di forza. Molto spesso mi capita di vedere dei PDP che sono semplicemente una compilazione uguale per tutti, dove vengono elencati tutti gli strumenti compensativi e tutte le misure dispensative. Nulla di più scorretto. Le mappe concettuali non servono a tutti, se a Marco serve la calcolatrice perché è discalculico, ad Andrea che fatica a leggere, ma in matematica non ha alcun tipo di difficoltà la calcolatrice non serve.  Ricordiamo che ogni studente ha il suo stile di apprendimento, e sulla base di questo è opportuno stabilire le strategie, le misure e gli strumenti necessari per lui. Se non conosciamo il suo stile di apprendimento, rischiamo di dargli tutti gli strumenti in modo indifferenziato, senza un piano che sia appunto individualizzato!

Ogni studente ha il diritto di poter raggiungere il suo potenziale di apprendimento e soprattutto ha il diritto di studiare e apprendere, disponendo di tutti gli strumenti di cui necessita.

Ecco dove trovare un riepilogo della normativa:

Legge 170/2010

Direttiva ministeriale BES 27/12/2012

Circolare n.8  Marzo 2013 sui BES

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