Un’idea semplice e divertente per aiutare i bambini ad apprendere l’uso dell’h

Chi lavora con i bambini sa quanta fatica spesso fanno per comprendere il corretto utilizzo dell’h.

Anche i bambini che non presentano un disturbo specifico di apprendimento spesso faticano nell’apprendere il corretto uso.

E’ quindi importante promuovere attività che privilegiano un apprendimento attivo, sia con bambini senza difficoltà che con bambini che presentano invece dei disturbi specifici.

I bambini con Disortografia commettono frequentemente errori di questo tipo. L’uso dell’h è un errore non fonologico, ovvero un errore che interessa la rappresentazione ortografica delle parole.

Nel mio lavoro sia negli interventi di trattamento e potenziamento che nelle attività di tutoring didattico e supporto allo studio mi ritrovo spesso ad aiutare i bambini ad affrontare l’apprendimento dell’h.

Un buon programma di intervento che utilizzo è “Recupero in ortografia” della casa editrice Erickson, ottimo per intervenire sul potenziamento delle competenze ortografiche, di cui esiste anche un software computerizzato.

All’utilizzo dell’h è dedicato una buona parte del volume, con attività ed esercizi specifici.

Ho preso spunto per costruire questa semplice attività per insegnare al bambino alcune strategie che gli consentono di imparare a distinguere il significato dell’ “h”e della “a” nelle varie forme, un percorso in cui lo si aiuta  a seguire delle domande per effettuare la giusta scelta.

Utilizzo l’h quando…

Non utilizzo l’h quando…

In un unico cartoncino in un lato si può inserire la parte “dell’h si”  e nell’altro “h no”.

Questo è un modello creato da me. Preferisco costruirlo insieme al bambino, in modo che sia lui a personalizzarlo ed arricchirlo con immagini, disegni ed esempi propri.

Costituisce un esempio di attività pratica utile per la riflessione, l’apprendimento e poi l’interiorizzazione della regola.

Per saperne di più:

Ferraboschi, Meini (2014), “Recupero in ortografia:percorso per il controllo consapevole dell’errore”, Erickson, Trento.

Ti potrebbe interessare anche: gli errori nella disortografia, cosa fare.

 

Cosa ne pesante? Se avete altre idee e suggerimenti scriveteli pure nei commenti!

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