Cos’è la discalculia e quali sono i profili tipici

Con il termine Discalculia si definisce un Disturbo specifico riguardante l’apprendimento del sistema dei numeri e del calcolo.

Nonostante la matematica sia molto spesso all’origine di molte difficoltà incontrate dai bambini e dai ragazzi durante il loro percorso scolastico, è molto importante fare una distinzione sin da subito tra difficoltà e disturbo.  LDiscalculia è un disturbo a base organica, espressione di un deficit neuropsicologico a livello dei meccanismi deputati all’apprendimento della matematica. Una difficoltà è invece una generica problematica che può dipendere da fattori diversi (ad esempio un metodo di studio inadeguato, carenze didattiche, fattori emotivi ecc).

Detto questo oggi voglio trattare e spiegare quali sono i due profili di Discalculia tipici, utili per capire e classificare il tipo di errori e la loro origine.

 Il primo profilo, indicato spesso come Discalculia profonda, riguarda un  deficit nella componente cognitiva dei processi di elaborazione numerica. Per meglio capire cosa si intende è utile citare “Buttherworth” uno studioso che ha introdotto il concetto di “cecità numerica”. Egli sostiene che siamo predisposti a concepire il mondo in termini di numeri e quantità così come siamo predisposti a vedere il mondo con i colori. Tuttavia come alcuni nascono con una cecità ai colori (daltonismo), altri nascono con una cecità numerica. I bambini che presentano un profilo di questo tipo infatti mostrano precocemente alcune difficoltà in aree di competenza numerica. Faticano nell’associare al numero la quantità, fanno errori in compiti di comparazione numericaseriazione e quantificazione. Ad esempio il bambino non è capace di ordinare i numeri in ordine crescente o decrescente oppure può non essere in grado di collegare il numero alla quantità (tra 10 e 6 qual’è il numero più grande). Questo ovviamente si ripercuote poi nell’acquisizione dei processi più complessi di calcolo e conteggio. Di solito questo profilo è più raro.

 Il secondo profilo comprende invece deficit negli aspetti procedurali del calcolo. Nello specifico il bambino manifesta problemi nell’automatizzare i calcoli semplici (tabelline e calcoli entro il 10). Questa mancata automatizzazione porta  a difficoltà tanto nel calcolo a mente quanto nello scritto. Poi ci sono gli errori di applicazione delle procedure. A questa categoria appartengono gli errori di posizionamento (il bambino non rispetta la posizione delle cifre) e gli errori di incolonnamento. Ancora tipici sono l’incapacità di tenere a mente le procedure per completare l’operazione (i riporti e i resti), gli errori nel corretto uso del segno (ad esempio moltiplicazione scambiata per addizione), e più in generale errori nell’applicazione delle strategie più corrette per eseguire i calcoli.

Sia per l’insegnante, che molto spesso è la figura principe nell’individuare quei bambini per i quali si sospetta una discalculia, che per lo specialista, è importante conoscere le due tipologie di profilo. Conoscerle consente di individuare attraverso un’ analisi attenta che tipo di errori il bambino compie, e quindi poter stabilire una didattica idonea e un programma di intervento specifico individualizzato.

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Per saperne di più:

Buttherworth B. (1999), Intelligenza matematica, Rizzoli, Milano.

Buttherworth B. (2005), “The development of arithmetical abilities“, The Journal of Child Psychology and Psychatry, 46, 3-18.

Lucangeli D. (2012), La Discalculia e le difficoltà in aritmetica, Giunti Scuola, Firenze.

 

 

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